Vigneti
Masseria Borgo dei Trulli possiede vigneti nelle zone più vocate del Salento e coltiva principalmente Primitivo, Negroamaro, Malvasia, Fiano, Vermentino Chardonnay e Sauvignon.
La nostra azienda è condotta in regime biologico. Nei nostri vigneti preserviamo la biodiversità mantenendo la macchia mediterranea, piante da frutto e zone “naturali” ai bordi e all’interno delle parcelle: questo favorisce l’insediamento e la vita di insetti utili, uccelli e fauna selvatica.
La proprietà si estende per 70 ettari, di cui 55 vitati.
Una parte della tenuta accoglie anche oliveti. Un cuore prezioso sono i 16 ettari allevati ad Alberello Pugliese, in parte risalenti agli anni ‘50: viti equilibrate, basse rese e uve eccezionali per concentrazione, colore, aromi e struttura. Molti di questi vigneti antichi sono stati “salvati” da noi dall’abbandono o dall’estirpazione.
Ultimi rilievi della bassa Murgia a nord, Mar Ionio a sud. Terreni rossi sabbiosi-calcarei, ricchi di ossidi di ferro. Lo strato fertile è spesso sottile, con roccia affiorante. Le brezze marine aiutano a contenere le malattie fungine: qui, su circa 12 ettari, coltiviamo soprattutto Primitivo e Negroamaro.
Ultimi rilievi della bassa Murgia a nord, Mar Ionio a sud. Terreni rossi sabbiosi-calcarei, ricchi di ossidi di ferro. Lo strato fertile è spesso sottile, con roccia affiorante. Le brezze marine aiutano a contenere le malattie fungine: qui, su circa 12 ettari, coltiviamo soprattutto Primitivo e Negroamaro.
Ultimi rilievi della bassa Murgia a nord, Mar Ionio a sud. Terreni rossi sabbiosi-calcarei, ricchi di ossidi di ferro. Lo strato fertile è spesso sottile, con roccia affiorante. Le brezze marine aiutano a contenere le malattie fungine: qui, su circa 12 ettari, coltiviamo soprattutto Primitivo e Negroamaro.
Ultimi rilievi della bassa Murgia a nord, Mar Ionio a sud. Terreni rossi sabbiosi-calcarei, ricchi di ossidi di ferro. Lo strato fertile è spesso sottile, con roccia affiorante. Le brezze marine aiutano a contenere le malattie fungine: qui, su circa 12 ettari, coltiviamo soprattutto Primitivo e Negroamaro.
Alberello pugliese e dune marine: radici profonde e microclimi unici che rendono speciale la Masseria.
Alberello pugliese
L’Alberello Pugliese è il metodo di coltivazione storico e distintivo della vite, di uso soprattutto nel Salento. Le viti, allevate senza strutture di sostegno e piantate vicine, assumono la forma di un piccolo arbusto. Questa tecnica, che richiede una vendemmia rigorosamente manuale, è cruciale per la qualità: la forma compatta protegge i grappoli dall’eccessivo sole e dallo stress idrico, concentrando in modo naturale zuccheri, tannini e aromi. L’Alberello è la chiave per ottenere vini rossi strutturati e complessi, come il Primitivo e il Negroamaro.
Le Dune
Le Dune di Campomarino di Maruggio (TA) rappresentano uno degli ambienti costieri più a affascinanti e meglio conservati del Salento Ionico. Questo prezioso ecosistema è caratterizzato da una sabbia bianca e finissima accumulata dal vento. Oltre alla loro bellezza paesaggistica, le dune svolgono un ruolo vitale: agiscono come una cruciale barriera naturale contro l’erosione e le mareggiate, essenziali per la protezione della costa. Per il loro valore, le Dune di Campomarino sono state riconosciute come Sito di Interesse Comunitario (SIC) e Zona Speciale di Conservazione (ZSC) nell’ambito della Rete Natura 2000, e parte del territorio è istituito come Riserva Naturale Regionale Orientata “Dune di Campomarino”.
Vendemmia
La vendemmia è il momento in cui si raccoglie l’uva perché ha raggiunto la sua maturazione ideale.
In Masseria Borgo dei Trulli, questo periodo si svolge tra inizio agosto e fine settembre, variando in base alla specifica varietà e, soprattutto, al carattere del vino desiderato. Raccogliere l’uva precocemente enfatizza freschezza e acidità, ideale per un profilo più fruttato. Al contrario, una vendemmia tardiva conferisce maggiore struttura, morbidezza e complessità al prodotto finale.
metodo
Giro del picciolo
Il giro del picciolo consiste nello «strozzare» il picciolo con una apposita pinza. In questo modo viene interrotto il nutrimento al grappolo.
Il risultato è un appassimento naturale dell’uva sulla vite con conseguente perdita di peso in acqua ed una concentrazione di sapori e aromi del vino.
metodo
Appassimento
Consiste nel raccogliere le uve a mano in cassette di 5 kg.
Le cassette vengono posizionate in un “fruttaio,” un ambiente ben areato. Vengono lasciate ad appassire a temperature e umidità controllata per circa 10-15 giorni.
Durante questo appassimento le uve possono perdere fino al 40 % del loro peso originale. Entrambi i processi portano alla maggiore concentrazione di colore, sostanze e aromi.